Mentre ero ancora in attesa del mio primo bambino ero convinta che portarlo in braccio sarebbe stata un'esperienza meravigliosa, certo, non potevo ancora veramente capire quanto lo sarebbe stato!
Tra i tanti regali che avevo chiesto per la sua nascita c'era un comunissimo marsupio. La prima volta che l'ho usato il mio bimbo aveva una settimana o poco più, ma appena indossato mi sono resa conto di alcuni problemi legati alla sua struttura.
Era luglio e faceva veramente molto caldo e quella struttura in plastica imbottita non faceva che peggiorare la situazione sia per me che per il mio piccolo. Quando dopo poco ha chiesto di poppare mi sono sentita persa: da lì non poteva arrivare al suo lattuccio! Così sono stata costretta a sedermi in un'angolo tranquillo per attaccarlo al seno.
Quella prima uscita mi fa fatto capire che forse non era proprio il supporto adatto a noi: il mio bimbo ciucciava frequentemente e fare dentro e fuori dal marsupio era complicato, anche perchè spesso si addormentava al seno e metterlo nel marsupio lo svegliava. Così sono andata avanti fino alla scoperta della fascia praticamente con lui in braccio e la carrozzina tenuta per una mano! Diciamo non proprio pratica come soluzione! :)
Ma indossare il mio bambino faceva parte di me e così quando le mie braccia hanno faticato a tenerlo, mi sono messa alla ricerca di una soluzione che mi permettesse di tenerlo addosso a me, ma senza rovinarmi la schiena e le braccia.
Su internet ho scoperto la fascia lunga: mi permetteva di tenerlo in braccio e di allattarlo senza doverlo spostare e così è stato amore a prima vista!
Iniziando ad usare la fascia lunga mi sono resa conto di un particolare non proprio trascurabile: la seduta.
Il bambino nel marsupio ha le gambe "appese" dal momento che la stoffa che si trova tra le gambe del bambino è abbastanza stretta, in questo modo il peso del bambino viene quasi interamente scaricato sui suoi genitali, inoltre si viene a trovare piuttosto in basso rispetto al corpo della mamma che così si trova a sforzare la schiena.
In una fascia o in un meitai la seduta del bambino è così larga che arriva fino alle sue ginocchia, in questo modo il bambino è praticamente seduto nella fascia e il suo peso è ben distribuito senza gravare sui genitali. Inoltre la fascia è più versatile e permette così di indossarlo in una posizione più fisiologica anche per la schiena della mamma: il bambino viene a trovarsi sul seno della mamma e la schiena non viene sollecitata in maniera scorretta.
BimbInBraccio
domenica 19 febbraio 2012
venerdì 30 settembre 2011
Perchè tenere in braccio i bambini?
Questa domanda può sembrara strana, quasi provocatoria eppure molte mamme si sentono giudicate negativamente quando tengono in braccio i loro bambini. Spesso amici e parenti, ma anche perfetti sconosciuti, si sentono in dovere di allertare la mamma dei pericoli legati allo stare in braccio, quante si sono sentite dire "Guardca che così lo vizi!" e magari, spinte da questi commenti, hanno posato il neonato urlante nella carrozzina o nel lettino cercando altri modi per consolarlo.
Parlare di "vizi" riferiti ai neonati è per lo meno inesatto, ma diventa addirittura paradossale quando se ne parla associato al bisogno di contatto.
I bambini hanno bisogno di contatto per vivere quasi quanto hanno bisogno di cibo!
Il contatto con le persone che gli vogliono bene, soprattutto mamma e papà, permettono uno sviluppo armonioso e sereno del bambino.
E' piuttosto conosciuto l'esperimento del cucciolo di scimpanzè che, libero di scegliere tra una "mamma" che lo nutre ma senza fornirgli possibilità di contatto e una "mamma da abbracciare", di pelo che gli da calore e conforto ma senza nutrirlo, preferisce la mamma da abbracciare.
Un bambino, per definizione, non potrà avere vizi dal momento che le sue richieste sono strettamente legate ai suoi bisogni: ha fame chiede di ciucciare, ha freddo chiede contatto, ha sonno chiede contatto e spesso anche di ciucciare, ha paura, è spaventato, si sente solo richiede la presenza della mamma.
I bambini hanno bisogno per sopravvivere della loro mamma, per definizione il neonato esiste fintato che c'è qualcuno che si prende cura di lui!
Da un punto di vista puramente scientifico, sono sopravvissuti e arrivati fino ai giorni d'oggi, i bambini che piangevano e richiamavano l'attenzione delle loro mamme quando queste si allontanavano. In epoche passate il bambino senza la mamma era seriamente in pericolo e poteva essere facile preda di una moltitudine di predatori.
Alcuni bambini sembrano avere proprio una specie di "antifurto" che scatta non appena la mamma cerca di metterlo giù, così troppo spesso la neomamme si sente accusare di averlo viziato.
In realtà il bambino non può sapere che la mamma è andata un attimo in bagno, per lui potrebbe essere benissimo andata dall'altro capo del mondo lasciandolo lì da solo.
I bambini hanno bisogno di contatto perchè è attraverso il contatto che conoscono il mondo, è dalle braccia sicure di mamma che si incuriosiscono di ciò che li circonda.
Solo i bambini che saranno riusciti a soddisfare il loro bisogno di contatto e di sicurezza si sentiranno sereni da potersi allontanare dalla mamma, quando si sentiranno pronti, per inziare ad esplorare autonomamente lo spazio attorno a loro.
Se per un eccessivo desiderio di "renderli indipendenti" i bambini vengono forzati a lasciare le braccia materne vi faranno presto ritorno e potrebbero sentirsi meno sicuri e a loro agio nelle esplorazioni autonome.
I bambini non hanno bisogno che si insegni loro ad essere indipendenti, hanno già dentro di loro una spinta in tale direzione. I bambini hanno bisogno di rassicurazioni e di contatto solo così potranno essere più sicuri, più sereni per allontanarsi, sicuri poi di poter tornare al loro porto sicuro, la loro mamma!
Parlare di "vizi" riferiti ai neonati è per lo meno inesatto, ma diventa addirittura paradossale quando se ne parla associato al bisogno di contatto.
I bambini hanno bisogno di contatto per vivere quasi quanto hanno bisogno di cibo!
Il contatto con le persone che gli vogliono bene, soprattutto mamma e papà, permettono uno sviluppo armonioso e sereno del bambino.
E' piuttosto conosciuto l'esperimento del cucciolo di scimpanzè che, libero di scegliere tra una "mamma" che lo nutre ma senza fornirgli possibilità di contatto e una "mamma da abbracciare", di pelo che gli da calore e conforto ma senza nutrirlo, preferisce la mamma da abbracciare.
Un bambino, per definizione, non potrà avere vizi dal momento che le sue richieste sono strettamente legate ai suoi bisogni: ha fame chiede di ciucciare, ha freddo chiede contatto, ha sonno chiede contatto e spesso anche di ciucciare, ha paura, è spaventato, si sente solo richiede la presenza della mamma.
I bambini hanno bisogno per sopravvivere della loro mamma, per definizione il neonato esiste fintato che c'è qualcuno che si prende cura di lui!
Da un punto di vista puramente scientifico, sono sopravvissuti e arrivati fino ai giorni d'oggi, i bambini che piangevano e richiamavano l'attenzione delle loro mamme quando queste si allontanavano. In epoche passate il bambino senza la mamma era seriamente in pericolo e poteva essere facile preda di una moltitudine di predatori.
Alcuni bambini sembrano avere proprio una specie di "antifurto" che scatta non appena la mamma cerca di metterlo giù, così troppo spesso la neomamme si sente accusare di averlo viziato.
In realtà il bambino non può sapere che la mamma è andata un attimo in bagno, per lui potrebbe essere benissimo andata dall'altro capo del mondo lasciandolo lì da solo.
I bambini hanno bisogno di contatto perchè è attraverso il contatto che conoscono il mondo, è dalle braccia sicure di mamma che si incuriosiscono di ciò che li circonda.
Solo i bambini che saranno riusciti a soddisfare il loro bisogno di contatto e di sicurezza si sentiranno sereni da potersi allontanare dalla mamma, quando si sentiranno pronti, per inziare ad esplorare autonomamente lo spazio attorno a loro.
Se per un eccessivo desiderio di "renderli indipendenti" i bambini vengono forzati a lasciare le braccia materne vi faranno presto ritorno e potrebbero sentirsi meno sicuri e a loro agio nelle esplorazioni autonome.
I bambini non hanno bisogno che si insegni loro ad essere indipendenti, hanno già dentro di loro una spinta in tale direzione. I bambini hanno bisogno di rassicurazioni e di contatto solo così potranno essere più sicuri, più sereni per allontanarsi, sicuri poi di poter tornare al loro porto sicuro, la loro mamma!
lunedì 5 settembre 2011
Le diverse fasce
Le fasce porta-bimbi sono strumenti molto versatili che permettono di tenere in braccio il proprio bambino, magari anche allattarlo, mentre si hanno le mani libere oppure si passeggia.
Ne esistono numerosissimi tipi: fasce lunghe, amache e mai tai, e la lista non è ancora finita, perchè finchè ci sarà la fantasie e l'inventiva delle mamme ci saranno nuove possibilità nel mondo del porta-bimbi!
Benchè i porta-bimbi ti consentano un certo margine di movimento, è importante non esagerare e dimenticare le elementare norme di sicurezza che prevedono di controllare attentamente la fascia e la posizione del bambino prima di occuparsi anche di altro, fare molto attenzione soprattutto quando ci si china e ricontrollare di tanto in tanto la posizione del bambino e della fascia.
Fasce lunghe
Le fasce lunghe sono rettangoli di stoffa larghi circa 65-70 cm di lunghezza variabile, quella più comune si aggira attorno ai 5 metri.
Vantaggi
Amache
Le fasce ad amaca sono dei rettangoli di stoffa tenuti assieme da anelli, in modo da formare una sorta di sacca che la mamma indossa su una spalla e nel quale va accomodato il bambino
Vantaggi
Mei tai
Sono le fasce più simili ai marsupi, ma che mantengono gli stessi vantaggi "anatomici" delle fasce: sono dei rettangoli di stoffa da cui partono una serie di lacci che permettono di legarli attorno al corpo di mamma e bambino.
Vantaggi
Se avete domande particolari sul portare o sui vari porta-bimbi sono qui per aiutarvi a scegliere quello più adatto a voi!
Non ce n'è uno "giusto" per tutti, ma ogni mamma ha il "suo" porta-bimbi del cuore e ogni bimbo ha caratteristiche particolari e quindi esigenze diverse, soddisfatte da porta-bimbi diversi.
Ne esistono numerosissimi tipi: fasce lunghe, amache e mai tai, e la lista non è ancora finita, perchè finchè ci sarà la fantasie e l'inventiva delle mamme ci saranno nuove possibilità nel mondo del porta-bimbi!
Benchè i porta-bimbi ti consentano un certo margine di movimento, è importante non esagerare e dimenticare le elementare norme di sicurezza che prevedono di controllare attentamente la fascia e la posizione del bambino prima di occuparsi anche di altro, fare molto attenzione soprattutto quando ci si china e ricontrollare di tanto in tanto la posizione del bambino e della fascia.
Fasce lunghe
Le fasce lunghe sono rettangoli di stoffa larghi circa 65-70 cm di lunghezza variabile, quella più comune si aggira attorno ai 5 metri.
Vantaggi
- sono molto versatili e permettono praticamente di portare il bambino in qualsiasi posizione
- il peso del bambino è distribuito in maniera uniforme su tutta la schiena
- ti permette maggiori possibilità di movimento consentendoti di avere entrambe le mani libere
- richede un po' di pratica e di impegno per imparare le legature
- se fa molto caldo e la stoffa non è leggera potrebbero far sudare copiosamente mamma e bambino
Amache
Le fasce ad amaca sono dei rettangoli di stoffa tenuti assieme da anelli, in modo da formare una sorta di sacca che la mamma indossa su una spalla e nel quale va accomodato il bambino
Vantaggi
- non richiedono nessun impegno particolare per imparare ad utilizzarle
- sono molto utili anche quando il bambino cresce perchè ti permettono di "sederlo" sul tuo fianco ma distribuendo il suo peso anche su parte della schiena
- è necessario "impegnare" un braccio per fornire adeguato supporto al bimbo nella fascia
- alcuni bambini, soprattutto se molto piccoli, non gradiscono la posizione "a culla"
- se hanno i bordi imbottiti potrebbero risultare quasi inutilizzabili quando il bambino cresce
Mei tai
Sono le fasce più simili ai marsupi, ma che mantengono gli stessi vantaggi "anatomici" delle fasce: sono dei rettangoli di stoffa da cui partono una serie di lacci che permettono di legarli attorno al corpo di mamma e bambino.
Vantaggi
- non richiedono nessun impegno particolare per imparare ad utilizzarle
- ti permettono praticamente tutte le posizioni con uno sforzo minimo
- se fa caldo potrebbero far sudare copiosamente mamma e bambino
- solitamente sono più costose rispetto alle precedenti fasce
Se avete domande particolari sul portare o sui vari porta-bimbi sono qui per aiutarvi a scegliere quello più adatto a voi!
Non ce n'è uno "giusto" per tutti, ma ogni mamma ha il "suo" porta-bimbi del cuore e ogni bimbo ha caratteristiche particolari e quindi esigenze diverse, soddisfatte da porta-bimbi diversi.
sabato 3 settembre 2011
Mi presento
Ciao a tutti,
mi chiamo Noemi e sono una mamma.
L'essere mamma è la parola che mi descrive meglio da 5 anni a questa parte, da quando è nato il mio primo bambino e ho perso completamente la testa per lui!
A. è sempre stato un bambino esigente e mi ha insegnato moltissime cose sull'essere mamma, è stato lui a spingermi verso il mondo dei prota bimbi, odiando terribilmente il passeggino e lo stare lontano da me, anche solo di pochi centimetri.
Così ho iniziato ad informarmi e a comprare porta bimbi e dopo altri due bimbi credo di avere acquisito una certa esperienza che vorrei mettere a vostra disposizione, così... eccomi qui, ad innaugurare il mio blog.
Se avete domande, sarò ben felice di rispondere!
mi chiamo Noemi e sono una mamma.
L'essere mamma è la parola che mi descrive meglio da 5 anni a questa parte, da quando è nato il mio primo bambino e ho perso completamente la testa per lui!
A. è sempre stato un bambino esigente e mi ha insegnato moltissime cose sull'essere mamma, è stato lui a spingermi verso il mondo dei prota bimbi, odiando terribilmente il passeggino e lo stare lontano da me, anche solo di pochi centimetri.
Così ho iniziato ad informarmi e a comprare porta bimbi e dopo altri due bimbi credo di avere acquisito una certa esperienza che vorrei mettere a vostra disposizione, così... eccomi qui, ad innaugurare il mio blog.
Se avete domande, sarò ben felice di rispondere!
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